01-08-2010

Lo sforzo organizzativo degli abitanti di Stoccareddo per accogliere più di 1000 Baù per l’8° Raduno-Meeting di sabato 31 luglio e domenica 1° agosto è stato premiato da due splendide giornate di sole.


I tanti Baù arrivati dall’estero nei giorni precedenti hanno trovato alloggio negli alberghi di Gallio, Foza ed Asiago.

I Baù “francesi” erano tantissimi ma non mancavano i belgi, i tedeschi, i norvegesi, i canadesi e i brasiliani.

Particolarmente commovente l’incontro con una famiglia brasiliana arrivata dalla città di Santa Maria del Rio Grande do Sul. I tre fratelli Paulo, Airton e Claiton sono arrivati con il papà Edasir che tanto sperava di vedere la terra delle origini della famiglia, qui era nato suo nonno Attilio. Straordinario il suo parlare veneto che aveva imparato dai nonni da bambino. Paulo uno dei tre fratelli, tutti laureati in medicina, aveva conosciuto il “nostro” primario Dott. Costacurta durante un meeting –medico a Santa Maria.

Domenica 1° agosto Stoccareddo si sveglia al suono della Banda Musicale di Vivaro-Dueville preceduta dalle bellissime majorette con una sfilata per le vie del paese e intrattenimento nella piazza affollata di Baù che intanto arrivano da tutto il Veneto, dalla Lombardia, dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal Friuli. I gruppi più numerosi arrivano dal varesotto, da Taglio di Po, da San Bonifacio, da Marostica, da Mantova, da Vicenza, da Este-Monselice, ecc.

Dopo la cerimonia, voluta dal locale Gruppo Alpini, della posa di una corona al Monumento ai Caduti anche per ricordare i tanti Baù, emigrati nei cinque continenti, che non sono più tornati, è seguita la Santa Messa nella bella parrocchiale che non riusciva a contenere tutti. Santa Messa officiata da don Gino Baù, il più giovane dei preti Baù, insieme al nostro parroco don Lauderio

Dal Bianco. Particolarmente sentito il saluto arrivato dall’Africa da Suor Elisa Baù che opera in Guinea Bissau che può considerarsi un documento base per capire il Raduno di una Grande Famiglia.

…”Il ritrovarci “insieme” fisicamente o spiritualmente, diviene, per ciascuno di noi come un IMPEGNO a consolidare le nostri radici, a fortificare la nostra amicizia e fraternità. Avere uno stesso cognome ci ricorda che veniamo tutti dallo stesso ceppo e, come dicono qui in Africa: “ Non possiamo perdere ciò che caratterizza il nostro volto, cioè la nostra identità familiare!”

Il ritrovarci con un impegno a trasmettere ai nostri giovani la saggezza del comprendere la differenza da ciò che è essenziale (che non possiamo perdere) da ciò che è relativo (passeggero, non strettamente importante) ossia i Valori umani e cristiani: fede, rispetto, laboriosità, onestà e solidarietà che portiamo in noi come un DNA ereditato dai nostri genitori e nonni…”.

Alla fine della S.Messa c’è stato il saluto ai Baù di Carlo Baù, presidente della Polisportiva 2000, di Don Lauderio, del Sindaco Pino Rossi e di Matteo Dal Pozzo a nome dell’Ente Vicentini nel Mondo.

La festa è poi continuata nel Palatenda dove sono stati serviti quasi 900 pasti in meno di due ore grazie all’impegno di tantissimi volontari guidati in cucina dalla veterana Silvella Baù.

Particolarmente apprezzato il Gruppo Folcloristico bassanese I CANFIN che ha reso l’incontro una festa popolare.

Non sono mancati i momenti di commozione alla consegna di ricordi:

a Don Gino Baù, a Thomas Baù (germania) ed alla famiglia Baù brasiliana sono state donate tre madonnine cimbre dello scultore Pino Baù;

a Mario Baù (cent’anni ), alla giovane Federica Baù (attrice), a Luciano Baù (Ugine), agli assessori regionali veneto Elena Donazzan e Roberto Ciambetti sono stati donati gli “orologi ricordo” dell’8° Raduno Int.le dei Baù.

Apprezzati ed applauditi gli interventi-testimonianza di vari Baù e i saluti del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia portati dai due assessori regionali vicentini presenti.

Alla sera la festa è continuata, fino a tardi con i Baù più resistenti, ancora con musica, canti e balli proposti dall’orchestra “I Cavalieri del Liscio”.

Amerigo Baù

Stoccareddo di Gallio-Altopiano di Asiago-Vicenza (Italy)

L’evento si svolge ogni 3 anni e richiama Baù da tutto il mondo.
E’ una rimpatriata nella terra del “padre” essendo i Baù provenienti da un unico ceppo. Nella località del Meeting-Raduno, Stoccareddo, tuttoggi i Baù sono il 90% della popolazione. Dal 2004 è in corso una ricerca genetica su questa grande “Famiglia” per individuare un gene protettivo che, sembra, salvaguardi i Baù da problemi cardiovascolari.

Programma:

Dal 16 luglio al 1 Agosto, il programma dettagliato sarà messo online tra breve

la croce...guarda Stoccareddo.
la croce…guarda Stoccareddo.

croce illuminata 3

IL SOLE ILLUMINA LA CROCE SULLO SPITZKNOTTO

Il 5 agosto 2009 è stata ricollocata  una Croce sullo Spitzegonotto (il Terzo Altare dell’Altopiano, secondo la versione di Giancarlo Bortoli) poco sotto l’abitato di Stoccareddo e a strapiombo sulla selvaggia Val Frenzela.

Si tratta di una Croce in larice offerta dalla Segheria dei f.lli Omizzolo (Barba) dei Lazzaretti di Foza.

Nel 1933, anno santo della Redenzione, fu scelto dagli “stocarechi” di allora di collocare una Croce su quei caratteristici massi sovrapposti, magari per sfatare l’antica credenza di luogo quasi sacro abitato da gnomi e basilischi adoratori della dea celtica Frea.

Il 25 agosto 2009 il parroco don Marco Gobbati ha benedetto la Croce ricollocata ed ha celebrato una S. Messa, utilizzando come altare una Knotte (pietra piatta) del luogo.

Per completare il desiderio espresso da molti del paese, da emigranti e in particolare da Onorio Baù (Osti), tuttora emigrante in Francia, bisognava rendere visibile la Croce anche di notte.

Nel 1933, anno della prima collocazione, nelle nostre case si usava il “canfin” ad olio per illuminare la cucina; da allora ad oggi la scienza ha fatto passi da gigante tanto da rendere possibile illuminare la Croce posta in un luogo “fuori dal mondo”.

Nel 2009 si riesce a “catturare e trattenere” l’energia solare, grazie ad un pannello fotovoltaico ed un accumulatore (batteria); quindi utilizzare l’energia al momento  opportuno e nel luogo desiderato; nel nostro caso serve per “accendere” dei lead (piccole luci) fissati, a forma di croce, sulla Croce stessa. Una tecnica d’avanguardia, del tutto sicura, di basso voltaggio (12V) con isolamento perfetto.

Tutto è stato possibile grazie al “solito gruppetto” della parrocchia di Stoccareddo ed anche grazie alla attrezzatura tecnica (cavi e contenitori-stagni) offerta da Baù Manuel – impianti elettrici – di Sasso di Asiago, ed il contributo tecnico della ditta ATR di Vicenza.

La Croce dello Spitzknotto, illuminata da ambo i lati, (forse è la seconda del vicentino che utilizza il sole, la prima di certo è collocata sul Monte Marana a sud di Recoaro) si può vedere da Stoccareddo ed anche dall’ultima parte della Valsugana da Carpenè fino Pove del Grappa ed oltre.

Amerigo Baù